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I ministri del Berlusconi 4: Mara Carfagna

La gente ama ricordarla perchè suscitò l’ira di Veronica Lario per gli apprezzamenti di Silvio, al punto di farle scrivere una lettera aperta al marito.

Io d’altro canto non amo ’ste stronzate di gossip politico, e amo ricordarla per il seminario “Donna, vita e famiglia”, da lei organizzato, in cui dichiarò che «non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili» e che «per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare». E se sei sterile, non puoi voler bene a NESSUNO! Capito, verme?

Ai tempi, la nostra trap parlamentare Luxuria fece notare che queste affermazioni ricordavano inquietantemente qualcos’altro (vedi ultimi paragrafi). Ma nessuno l’ha presa sul serio, poichè è caduta nella Godwin’s law.

Oggi, un anno e rotti dopo, è MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA’!

PARI OPPORTUNITA’!

(se sei etero, cattolico e fertile, si capisce.)

Tempi moderni

…Leonardo? O_O

Questa per me è crudeltà sugli animali. Tuttavia il video va visto, se non altro perchè alla soglia del minuto e mezzo arriva L’INCONCEPIBILE.

Non so se sia la normalità a Las Vegas, o solo agghiaccianti sintomi della menopausa, o un misto delle due cose. Però ora realizzo che i giapponesi non sono poi così senza rivali nella classifica degli hobby da squilibrati.

Davvero, meglio il Tresling.

La fabbrica dei mostri

Questo servizio del TG1 è quasi riuscito a guastarmi la gioia per l’uscita di GTA4:

Che i telegiornali non abbiano nemmeno una parvenza di rispetto per i gamers è storia vecchia e arcinota. Dopotutto non s’aspettano di averne tra il pubblico, sennò magari eviterebbero di filmare uno che pistona sugli analogici del sixaxis come un epilettico mentre sullo schermo scorre UNA CAZZO DI CUTSCENE – nel determinato caso, il trailer di gta4. Che è un po’ come se in un servizio sugli automobilisti filmassi uno che sterza, controsterza, passa dalla quinta alla seconda per ributtarsi in quarta e tira il freno a mano – il tutto a macchina ferma. Ma vabbè, la patente ce l’han tutti, in sto caso si ride in meno. Non così in pochi comunque, ma evidentemente s’aspettano che invece di guardare i tg switchiamo sui cartoni animati.

Sorvolo sulla quantità di errori che quel servizio sciorina in allegria, perché in fondo quel che conta per loro è il drama. Però il rumble che “vibra e trasmette emozioni” mi fa pensare che il buon Giulio Borrelli ne abbia frainteso le modalità di utilizzo e ne abbia fatto un uso improprio (ma magari, dal suo punto di vista, piacevole – non lo giudico per questo, mica vado ai Family Day io).

Apprezzo anche la sfumatura possibilista di “la Playstation […] può diventare un passatempo che imbastardisce e spinge alla violenza”. Può. Almeno non è garantito. E’ già qualcosa. E poi io ho la 360, mica la play3, quindi mi paro il culo. Comunque la vittoria elettorale del nano mi ha già imbastardito abbastanza. Circa lo spingermi alla violenza, ci pensa l’elegante sbandata fascista e censoria del finale, quando dopo aver citato innoridito il numero delle copie vendute dall’intera saga (SETTANTAMILIONI, sentite come lo scandisce – tipo fossero bambini morti in un attacco terroristico), si permette di definire una consequenzialità che in confronto “canne —> eroina” sembra persino ragionevole.

La cosa che mi intristisce di più è che, cercandolo su Wikipedia, quest’uomo mi risulta pure avere origini di sinistra. Mi risulta un sostenitore del giornalismo indipendente dalla politica. Mi risulta uno che se la prese con Vespa quando si mise a 90 con la DC. Bello. Se questi sono i progressisti, chi ha bisogno dei reazionari?

Mentre Giulio se ne starà di certo chiuso in casa per proteggersi dall’annunciata ondata di omicidi di bande armate di minorenni su auto sportive, qualcuno potrebbe mandargli una mail e spiegargli cos’è il PEGI? Giusto perché GTA4 è 18+. E a quell’età è perfettamente legale pure guardare simultaneamente un film splatter e un film porno mentre ci si sbronza a botte di Long Island. Il tutto masturbandosi. Sperabilmente sul porno.

The horror, the horror

E’ un bel pezzo che sono fuori dalla moda del calendario. Fondamentalmente perché internet mi ha permesso, tra le altre cose, di deliziarmi con visioni di patonza digitale con la semplice pressione di un generico tasto “confermo”. E poi perché i calendari col mignottone del momento costano. Per non parlare del fatto che mi costringono a dare denaro a riviste dedicate a un target umano che io vedrei bene a scavare il permafrost in Siberia, possibilmente a mani nude.
Insomma, già da anni alla mia porta tengo appesi calendari inutili tipo quello della Carige (ma rigorosamente omaggio, che è quel che conta) che oltretutto non guardo MAI, giacchè faccio prima a doppiocliccare l’ora alla destra del systray piuttosto che costringere il mio collo a una faticosa torsione al fine di contemplare la porta.
Tuttavia pare che l’italiano medio ancora sia solito aggirarsi, ogni dicembre, presso le edicole alla ricerca disperata di vacche fotoscioppate che possa acquistare stoicamente senza l’imbarazzo che gli provocherebbe buttarsi su un più consono Le Ore (esisterà ancora?).
La cosa non mi genererebbe problemi, se non fosse che ha lanciato la moda dei calendari benefici. Mostrare le puppe per sfamare i bambini negri, ad esempio. Gran concetto. Di quelli che ti fanno capire che non solo dio è morto, ma è morto bestemmiando.
Fatto sta che, finchè son donzelle gradevoli, posso pure apprezzare mentre ne contemplo le scans.
Qualche tempo fa però mi imbatto in questo:

“Loro, le mamme, hanno fatto l’impossibile. Ma non è servito. Troppo brutto il calendario in cui, con abiti succinti hanno cercato di lanciare una campagna per la raccolta di fondi da destinare alla costruzione di un’aula per una scuola di Salamanca. La campagna è fallita. poche le copie vendute e ora i creditori (lo stampatore) bussano alla porte delle mamme e chiedono il pagamento della fattura: 9 mila euro.”

Ora, io ve lo linko ‘sto coso. Ma vi avviso, c’è da farsi sanguinare gli occhi.
Al di là del raccapricciante materiale di partenza, il fotografo dovrebbe essere appeso per i coglioni e usato come piñata da un gruppo di ergastolani con problemi di aggressività.
Conscio di avervi rovinato la giornata (quelle foto sono come un incidente stradale, non riesci a staccare gli occhi anche se dio sa quanto vorresti), torno alle mie sordide attività.

All’improvviso, sento il bisogno di passare a Vista

…ma anche no.

Però avrei voluto vedere un cameo di Ballmer che fa crowdsurfing. Sono certo che si sarebbe prestato.

Ho le dita di pongo

Avevo scritto un post impegnativo, ma mi sono introiato con la tastiera del portatile e ho saraccato via tutto involontariamente. In pratica spiegavo che non ho aggiornato perchè il pre-elezioni, le elezioni, e l’immediato post-elezioni m’hanno talmente massacrato che se avessi scritto qualcosa qua sarebbe stato l’ennesimo sfogo antiberlusconiano di cui già trovate piena la rete. E non sarebbe nemmeno stato particolarmente simpatico, visto che quando sono incazzato il mio senso dell’umorismo tende ad andarsene in ferie. Poi dicevo pure altre cose, però facciamo che mi ci metto un’altra volta. E magari imparo a usare quel cazzo di pulsantino “salva” che al momento mi guarda sarcastico dalla destra del box dove scrivo.

[salvo]

[salvo di nuovo]

In mezzo a tutta questa inutilità vi omaggio tre linkini, che mi son rimasti lì da parte mentre ero troppo preso dalla campagna elettorale e dalla mia conseguente ulcera in via di formazione.

I pericoli della professione di giornalista TV (c’è gente che si fa la bua, ve lo dico)

Lost Generation (mi son sempre piaciuti gli exploit linguistici, e questo è parecchio creativo)

A walk in the woods (perchè senza un po’ di umorismo a sfondo scat sareste rimasti delusi, lo so)

858000 euro l’anno

è quanto prende dalla Telecom questo manager:

Penso che qualcuno alla Telecom si sia toccato le palle.

Nuovi feed RSS

Per quelli che me li hanno chiesti e in generale per chi li usa, i nuovi feed RSS sono questi:

http://fancazzista.wordpress.com/feed/

Quanta originalità.

Mel Gibson vs Gesù Cristo

E’ noto che io non guardi la tv da tempi non sospetti. Tuttavia ieri Rai Uno proponeva la passione di cristo di Mel Gibson, un film di cui ho sentito parlare talmente male da non volermene infliggere il download e la successiva visione. L’ho piazzato sulla tele (che miracolosamente funzionava ancora) in sottofondo mentre mi affaccendavo ad altre faccende al pc (sostanzialmente chat, ma consentitemi di darmi un tono), come è ragionevole fare per un film scrauso.

Non avevo però considerato il fatto che il film è recitato in aramaico e latino, e se per il latino avrei potuto sperare in lontane reminescenze del classico, per l’aramaico posso contare su un dizionario estremamente limitato (tipo i nomi delle sephirà, “eli eli, lama sabachtani” e poco altro). Quindi, volente o nolente, sono finito a piantare gli occhi sullo schermo per un paio d’ore. Spese male.

La prima cosa che cattura l’attenzione fin dalle primissime scene è il registro narrativo tipicamente horror. Non proprio ciò che uno si aspetterebbe da un film su Gesù Cristo. In verità fatico a immaginare qualcosa di più fuori posto nel campo di Getsemani, se escludiamo una battaglia a torte in faccia. I dubbi e i travagli interiori di Gesù passano attraverso il filtro simbolista-wannabe di Mel Gibson, producendo un confronto tra Cristo e una Rosita Celentano conciata in modo da rassomigliare a Gollum che spara serpenti come Orochimaru che Cristo schiaccia con fare incazzuso. Questi sono simbolismi eh. Ingmar Bergman da qualche parte nel multiverso sta piangendo, io lo so. D’altro canto io vorrei ridere, ma lo stupore è predominante quindi mi limito a osservare la scena con gli occhi tipo piattini, convincendomi che il film va visto assoultamente e massaggiandomi la fronte in preparazione a una lunga serie di facepalm.

Giuda riceve la sua ricompensa e Pietro mozza l’orecchio al soldato in un tripudio di ralenty degni di 300. Mentre la telecamera indugia sulla carne viva fresca di mutilazione mi ritrovo a pensare che nella versione tv di Le Iene di Tarantino, anche in seconda serata, la scena del taglio dell’orecchio viene rigorosamente censurata. E qui siamo in prima serata. Però cazzo questo è San Pietro, mica mister Blonde. Qui c’è moralità bambini, vedete che poi Gesù glielo riattacca? Don’t try this at home.

La parte del processo è probabilmente la migliore del film, se escludiamo Ponzio Pilato che parla latino con riconoscibilissimo accento russo. Il cast è internazionale, non lamentiamoci. Fa un po’ sorridere che Pilato sia dipinto come una specie di tenero orsacchiotto. Quando chiede che fare di Gesù, al “crucifige!” si lancia in un’ espressione facciale da Topo Gigio “ma cosa mi dici mai?”. Come se non avesse mai fatto crocifiggere nessuno. Pilato? Pilato al massimo condannava la gente a fare tre giri di campo. Nel peggiore dei casi trenta flessioni, dai.

Dopo il processo il film, con le sue atmosfere dark e le sue trovate pseudosimboliste, si sospende. E’ tempo di mazzate. Il film si chiama la passione di Cristo, quindi le mazzate dovevano arrivare. Io mi frego le mani, perché da ogni parte ho sentito che questo film è catalogabile come splatter in più punti, e sono sinceramente curioso.

La scena delle frustate è infinita. Prima serie di mazzate, cambio di frusta per una con simpatiche puntine affonda-e-strappa, seconda serie di mazzate, poi si fermano, gli liberano un braccio, e a sorpresa una terza caterva di mazzate, finchè un romano non spunta a chiedere che minchia stanno facendo, che mica possono crocifiggere un mucchietto di hamburger.

I due fustigatori sono palesemente italiani, e recitano violentemente sopra le righe. Guardo la prima serie di frustate chiedendomi se Gibson ha intenzione di inquadrarle tutte o se vuol far vedere anche qualcos’altro della scena. Dopo un po’ switcha su una Bellucci con la faccia triste, ma al cambio di flagello dosa le inquadrature per soffermarsi su singole frustate che sono studiate al limite del morboso: epico il flagello con le punte che si conficcano, per poi essere strappate via tirandosi dietro buone dosi di pelle. Capiamoci: ho visto roba ben più violenta in milioni di film, quindi non è assolutamente splatter come mi dicevano. Tuttavia, per vedere un simile autocompiacimento nel mostrare lo sfascio umano e il dolore, senza la minima ironia, bisogna cercare bene. Mi viene in mente Takashi Miike. La scena in cui il fustigatore ciccione si prende uno spruzzone di sangue in faccia, se lo pulisce col braccio e riprende a pattonare senza smettere un secondo di sghignazzare è piuttosto emblematica in tal senso.

Alla fine la scena viene inquadrata dall’alto a mostrare un’area di pavimento di almeno 5 metri di diametro tempestata di schizzi di sangue, che mi ricorda le locazioni di Quake 2. Non riesco a non pensare che probabilmente nemmeno Lou Ferrigno sarebbe arrivato vivo (o quantomeno cosciente) alla seconda serie di frustate, e comunque alla terza pure un toro da corrida sarebbe morto dissanguato. Quando lo trascinano via, sotto i vari lembi di carne strappati, cerco di intravedere l’endoscheletro in titanio.

E’ tutto sopra le righe. Quando ormai Cristo è ridotto in uno stato che pensi sia sufficiente una schicchera con pollice e medio per farlo sgretolare in un mucchio di carne macinata, i soldati lo scherzano e lo pattonano. Pure l’incoronazione con la corona di spine è mostrata in modo brutale, e par di sentire, in lontananza, Mel Gibson intento a masturbarsi.

Poi la salita sul Golgota, come da copione. E come da vangelo Gesù cade. Cade a rallentatore sotto un selvaggio medley di bonghi. La mia fronte è arrossata per via dei facepalm. Per tutta la salita viene brutalmente percosso senza interruzione. E’ insensato. Nemmeno Batista, cazzo. Nemmeno Undertaker.

Crocifissione, con gustosa inquadratura dei chiodi con schizzoni di sangue digitali. Quando finalmente alzano la croce, mi ritrovo a pensare che ora Gibson ha esaurito le sue possibilità di affidarsi al gore. Voglio dire, gli resta solo la lancia nel costato. M’aspetto che il simbolismo-dark-che-manco-dylan-dog torni di gran carriera. E vengo sorpreso.

Il ladrone “cattivo”, quello che irride Gesù, si ritrova a tradimento la faccia spappolata a beccate da un grosso corvo. Vi rendete conto? Simbolismo + gore! GENIO. Non ci son cazzi. Genio.

Gesù muore (SPOILER!) e Rosita-Gollum fa “NUOOOOOOOO” guardando il cielo con inquadratura dall’alto. Oh, che classe. Il soldato gli buca il costato e invece dell’atteso rivolo parte uno spruzzone di indecifrabile broda che lo prende in piena faccia. Fantastico. Mi ricorda La Casa di Raimi. L’inquadratura si allontana e il costato continua a sparare broda.

Il film volge al termine, e io ho ancora una curiosità: verrà mostrata in qualche modo la resurrezione? Se vogliamo, sputtanerebbe un po’ il mood dark. Mel Gibson non può voler chiudere il film in letizia, dai. Ma Mel Gibson è evidentemente un genio, e riesce a mostrare la resurrezione senza farla sembrare un cosa allegra. Dunque, non può mostrare le donne che trovano il sepolcro vuoto, perché dovrebbe mostrarle felici. E poi nel contratto della Bellucci c’è scritto che è pagata solo per facce tristi. Quindi?

Pietra che rotola. Sudario vuoto, che s’affloscia. Potresti finire il film così, è una bella inquadratura.

NO.

Gesù, nudo, seduto. Parte un violento pistonare di tamburi. Si alza mentre i tamburi imperversano. Passa davanti alla macchina da presa, esattamente all’altezza della mano forata. Esce. Fine.

Terminator. Non riesco a descrivere bene a parole la scena, ma l’idea che se ne trae è che Gesù sia uscito per ROMPERE IL CULO A TUTTI. Tu-tum tum-tu-tum. Terminator, cazzo. Se uno non conoscesse la storia originale, si aspetterebbe un seguito, con primi piani delle mani forate di Cristo che strappano teste romane e ebree, per poi giocarci a bowling. Qua cedo. Rido fino alle lacrime. E’ follia.

Non sono religioso, ma mi rendo conto che il film è di argomento religioso. Da un film di argomento religioso è scontato aspettarsi un messaggio moralizzante. E’ inevitabile, no? Cioè, qual è il messaggio del film? Poniamo che io non sappia niente di cristianesimo (che invece è argomento che mi appassiona, pur non essendo credente), che messaggio deduco? Propongo qualche ipotesi:

1) I Romani sono stronzi, ma gli ebrei stronzissimi.

2) Gesù teneva una forza tale che se voleva si metteva a sderenare romani tipo Asterix, ma s’è lasciato picchiare.

3) Gesù era un cyborg venuto dal futuro.

4) Gesù è risorto per vendicarsi rompendo culi giudei.

 

Mel Gibson è la prova vivente che non tutti gli attori action convertiti alla regia sono dei fighi come Clint Eastwood. Eppure IMDB mi conferma che gli americani han sganciato gragnuole di 10. Ma sinceramente trovo tutto questo in linea con l’opinione che ho dell’americano medio.

Voto 4, ma solo perché tutte ste mazzate sono unilaterali e poi ci si annoia.