Mel Gibson vs Gesù Cristo

E’ noto che io non guardi la tv da tempi non sospetti. Tuttavia ieri Rai Uno proponeva la passione di cristo di Mel Gibson, un film di cui ho sentito parlare talmente male da non volermene infliggere il download e la successiva visione. L’ho piazzato sulla tele (che miracolosamente funzionava ancora) in sottofondo mentre mi affaccendavo ad altre faccende al pc (sostanzialmente chat, ma consentitemi di darmi un tono), come è ragionevole fare per un film scrauso.

Non avevo però considerato il fatto che il film è recitato in aramaico e latino, e se per il latino avrei potuto sperare in lontane reminescenze del classico, per l’aramaico posso contare su un dizionario estremamente limitato (tipo i nomi delle sephirà, “eli eli, lama sabachtani” e poco altro). Quindi, volente o nolente, sono finito a piantare gli occhi sullo schermo per un paio d’ore. Spese male.

La prima cosa che cattura l’attenzione fin dalle primissime scene è il registro narrativo tipicamente horror. Non proprio ciò che uno si aspetterebbe da un film su Gesù Cristo. In verità fatico a immaginare qualcosa di più fuori posto nel campo di Getsemani, se escludiamo una battaglia a torte in faccia. I dubbi e i travagli interiori di Gesù passano attraverso il filtro simbolista-wannabe di Mel Gibson, producendo un confronto tra Cristo e una Rosita Celentano conciata in modo da rassomigliare a Gollum che spara serpenti come Orochimaru che Cristo schiaccia con fare incazzuso. Questi sono simbolismi eh. Ingmar Bergman da qualche parte nel multiverso sta piangendo, io lo so. D’altro canto io vorrei ridere, ma lo stupore è predominante quindi mi limito a osservare la scena con gli occhi tipo piattini, convincendomi che il film va visto assoultamente e massaggiandomi la fronte in preparazione a una lunga serie di facepalm.

Giuda riceve la sua ricompensa e Pietro mozza l’orecchio al soldato in un tripudio di ralenty degni di 300. Mentre la telecamera indugia sulla carne viva fresca di mutilazione mi ritrovo a pensare che nella versione tv di Le Iene di Tarantino, anche in seconda serata, la scena del taglio dell’orecchio viene rigorosamente censurata. E qui siamo in prima serata. Però cazzo questo è San Pietro, mica mister Blonde. Qui c’è moralità bambini, vedete che poi Gesù glielo riattacca? Don’t try this at home.

La parte del processo è probabilmente la migliore del film, se escludiamo Ponzio Pilato che parla latino con riconoscibilissimo accento russo. Il cast è internazionale, non lamentiamoci. Fa un po’ sorridere che Pilato sia dipinto come una specie di tenero orsacchiotto. Quando chiede che fare di Gesù, al “crucifige!” si lancia in un’ espressione facciale da Topo Gigio “ma cosa mi dici mai?”. Come se non avesse mai fatto crocifiggere nessuno. Pilato? Pilato al massimo condannava la gente a fare tre giri di campo. Nel peggiore dei casi trenta flessioni, dai.

Dopo il processo il film, con le sue atmosfere dark e le sue trovate pseudosimboliste, si sospende. E’ tempo di mazzate. Il film si chiama la passione di Cristo, quindi le mazzate dovevano arrivare. Io mi frego le mani, perché da ogni parte ho sentito che questo film è catalogabile come splatter in più punti, e sono sinceramente curioso.

La scena delle frustate è infinita. Prima serie di mazzate, cambio di frusta per una con simpatiche puntine affonda-e-strappa, seconda serie di mazzate, poi si fermano, gli liberano un braccio, e a sorpresa una terza caterva di mazzate, finchè un romano non spunta a chiedere che minchia stanno facendo, che mica possono crocifiggere un mucchietto di hamburger.

I due fustigatori sono palesemente italiani, e recitano violentemente sopra le righe. Guardo la prima serie di frustate chiedendomi se Gibson ha intenzione di inquadrarle tutte o se vuol far vedere anche qualcos’altro della scena. Dopo un po’ switcha su una Bellucci con la faccia triste, ma al cambio di flagello dosa le inquadrature per soffermarsi su singole frustate che sono studiate al limite del morboso: epico il flagello con le punte che si conficcano, per poi essere strappate via tirandosi dietro buone dosi di pelle. Capiamoci: ho visto roba ben più violenta in milioni di film, quindi non è assolutamente splatter come mi dicevano. Tuttavia, per vedere un simile autocompiacimento nel mostrare lo sfascio umano e il dolore, senza la minima ironia, bisogna cercare bene. Mi viene in mente Takashi Miike. La scena in cui il fustigatore ciccione si prende uno spruzzone di sangue in faccia, se lo pulisce col braccio e riprende a pattonare senza smettere un secondo di sghignazzare è piuttosto emblematica in tal senso.

Alla fine la scena viene inquadrata dall’alto a mostrare un’area di pavimento di almeno 5 metri di diametro tempestata di schizzi di sangue, che mi ricorda le locazioni di Quake 2. Non riesco a non pensare che probabilmente nemmeno Lou Ferrigno sarebbe arrivato vivo (o quantomeno cosciente) alla seconda serie di frustate, e comunque alla terza pure un toro da corrida sarebbe morto dissanguato. Quando lo trascinano via, sotto i vari lembi di carne strappati, cerco di intravedere l’endoscheletro in titanio.

E’ tutto sopra le righe. Quando ormai Cristo è ridotto in uno stato che pensi sia sufficiente una schicchera con pollice e medio per farlo sgretolare in un mucchio di carne macinata, i soldati lo scherzano e lo pattonano. Pure l’incoronazione con la corona di spine è mostrata in modo brutale, e par di sentire, in lontananza, Mel Gibson intento a masturbarsi.

Poi la salita sul Golgota, come da copione. E come da vangelo Gesù cade. Cade a rallentatore sotto un selvaggio medley di bonghi. La mia fronte è arrossata per via dei facepalm. Per tutta la salita viene brutalmente percosso senza interruzione. E’ insensato. Nemmeno Batista, cazzo. Nemmeno Undertaker.

Crocifissione, con gustosa inquadratura dei chiodi con schizzoni di sangue digitali. Quando finalmente alzano la croce, mi ritrovo a pensare che ora Gibson ha esaurito le sue possibilità di affidarsi al gore. Voglio dire, gli resta solo la lancia nel costato. M’aspetto che il simbolismo-dark-che-manco-dylan-dog torni di gran carriera. E vengo sorpreso.

Il ladrone “cattivo”, quello che irride Gesù, si ritrova a tradimento la faccia spappolata a beccate da un grosso corvo. Vi rendete conto? Simbolismo + gore! GENIO. Non ci son cazzi. Genio.

Gesù muore (SPOILER!) e Rosita-Gollum fa “NUOOOOOOOO” guardando il cielo con inquadratura dall’alto. Oh, che classe. Il soldato gli buca il costato e invece dell’atteso rivolo parte uno spruzzone di indecifrabile broda che lo prende in piena faccia. Fantastico. Mi ricorda La Casa di Raimi. L’inquadratura si allontana e il costato continua a sparare broda.

Il film volge al termine, e io ho ancora una curiosità: verrà mostrata in qualche modo la resurrezione? Se vogliamo, sputtanerebbe un po’ il mood dark. Mel Gibson non può voler chiudere il film in letizia, dai. Ma Mel Gibson è evidentemente un genio, e riesce a mostrare la resurrezione senza farla sembrare un cosa allegra. Dunque, non può mostrare le donne che trovano il sepolcro vuoto, perché dovrebbe mostrarle felici. E poi nel contratto della Bellucci c’è scritto che è pagata solo per facce tristi. Quindi?

Pietra che rotola. Sudario vuoto, che s’affloscia. Potresti finire il film così, è una bella inquadratura.

NO.

Gesù, nudo, seduto. Parte un violento pistonare di tamburi. Si alza mentre i tamburi imperversano. Passa davanti alla macchina da presa, esattamente all’altezza della mano forata. Esce. Fine.

Terminator. Non riesco a descrivere bene a parole la scena, ma l’idea che se ne trae è che Gesù sia uscito per ROMPERE IL CULO A TUTTI. Tu-tum tum-tu-tum. Terminator, cazzo. Se uno non conoscesse la storia originale, si aspetterebbe un seguito, con primi piani delle mani forate di Cristo che strappano teste romane e ebree, per poi giocarci a bowling. Qua cedo. Rido fino alle lacrime. E’ follia.

Non sono religioso, ma mi rendo conto che il film è di argomento religioso. Da un film di argomento religioso è scontato aspettarsi un messaggio moralizzante. E’ inevitabile, no? Cioè, qual è il messaggio del film? Poniamo che io non sappia niente di cristianesimo (che invece è argomento che mi appassiona, pur non essendo credente), che messaggio deduco? Propongo qualche ipotesi:

1) I Romani sono stronzi, ma gli ebrei stronzissimi.

2) Gesù teneva una forza tale che se voleva si metteva a sderenare romani tipo Asterix, ma s’è lasciato picchiare.

3) Gesù era un cyborg venuto dal futuro.

4) Gesù è risorto per vendicarsi rompendo culi giudei.

 

Mel Gibson è la prova vivente che non tutti gli attori action convertiti alla regia sono dei fighi come Clint Eastwood. Eppure IMDB mi conferma che gli americani han sganciato gragnuole di 10. Ma sinceramente trovo tutto questo in linea con l’opinione che ho dell’americano medio.

Voto 4, ma solo perché tutte ste mazzate sono unilaterali e poi ci si annoia.

~ di fancazzista su Marzo 24, 2008.

3 Risposte to “Mel Gibson vs Gesù Cristo”

  1. Primo!!!!11!!1!uno!
    Primo per il thread e primo in assoluto. ^^

    Zaf trasloca e ci regala una recensione della Passione Di Gesù.
    Mi torna alla mente il commento di Zaf stesso, che si immaginava il Cristo impegnato anch’egli in svariati facepalm durante la visione del film.
    Cristo-Terminator… Cristonator… Porello.

  2. Secondo!!!!! Meglio che niente ^ Schifoso gatto malefico
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    Meraviglioso commento per un film che già si commentava da sè…
    purtroppo non posso fare altro che sottoscrivere le tue opinioni…
    Attendiamo il prossimo film del genere su cui sparlare….

  3. yodaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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