The horror, the horror

E’ un bel pezzo che sono fuori dalla moda del calendario. Fondamentalmente perché internet mi ha permesso, tra le altre cose, di deliziarmi con visioni di patonza digitale con la semplice pressione di un generico tasto “confermo”. E poi perché i calendari col mignottone del momento costano. Per non parlare del fatto che mi costringono a dare denaro a riviste dedicate a un target umano che io vedrei bene a scavare il permafrost in Siberia, possibilmente a mani nude.
Insomma, già da anni alla mia porta tengo appesi calendari inutili tipo quello della Carige (ma rigorosamente omaggio, che è quel che conta) che oltretutto non guardo MAI, giacchè faccio prima a doppiocliccare l’ora alla destra del systray piuttosto che costringere il mio collo a una faticosa torsione al fine di contemplare la porta.
Tuttavia pare che l’italiano medio ancora sia solito aggirarsi, ogni dicembre, presso le edicole alla ricerca disperata di vacche fotoscioppate che possa acquistare stoicamente senza l’imbarazzo che gli provocherebbe buttarsi su un più consono Le Ore (esisterà ancora?).
La cosa non mi genererebbe problemi, se non fosse che ha lanciato la moda dei calendari benefici. Mostrare le puppe per sfamare i bambini negri, ad esempio. Gran concetto. Di quelli che ti fanno capire che non solo dio è morto, ma è morto bestemmiando.
Fatto sta che, finchè son donzelle gradevoli, posso pure apprezzare mentre ne contemplo le scans.
Qualche tempo fa però mi imbatto in questo:

“Loro, le mamme, hanno fatto l’impossibile. Ma non è servito. Troppo brutto il calendario in cui, con abiti succinti hanno cercato di lanciare una campagna per la raccolta di fondi da destinare alla costruzione di un’aula per una scuola di Salamanca. La campagna è fallita. poche le copie vendute e ora i creditori (lo stampatore) bussano alla porte delle mamme e chiedono il pagamento della fattura: 9 mila euro.”

Ora, io ve lo linko ‘sto coso. Ma vi avviso, c’è da farsi sanguinare gli occhi.
Al di là del raccapricciante materiale di partenza, il fotografo dovrebbe essere appeso per i coglioni e usato come piñata da un gruppo di ergastolani con problemi di aggressività.
Conscio di avervi rovinato la giornata (quelle foto sono come un incidente stradale, non riesci a staccare gli occhi anche se dio sa quanto vorresti), torno alle mie sordide attività.

~ di fancazzista su Aprile 26, 2008.

2 Risposte to “The horror, the horror”

  1. Ponte del 25 aprile.
    A letto con l’influenza, il portatile sulle gambe e… ODDIO I MIEI OCCHI!!!
    DOVREBBERO DARLI A ME QUEI 9000 EURI, PER I DANNI MORALI!!!

    Prendo uno zerinol e spero di cadere incosciente per qualche ora.

  2. Sarei tentato di hakkerarti il bloggg per aver offeso il mio aparato vissivo!!!

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